IT: Il Mondo Futuro: 1 Mondo, 15 Stati, più di 400 Catepi
DE: Die Zukunftige Welt: 1 Welt, 15 Staaten, mehr als 400 Katepen
EN: The Future World: 1 World, 15 States, more than 400 Katepes
ES: El Mundo Futuro: 1 Mundo, 15 Estados, más de 400 Katepes
FR: Le Monde Futur: 1 Monde, 15 États, plus de 400 Katepes
PT: O Mundo Futuro: 1 Mundo, 15 Estados, mais de 400 Katepes

XE: Le Monde Futureze: 1 Monde, 15 SHtates, pli ol 400 Katepes
Potete votare il sondaggio su "Il Mondo Futuro" sul mio blog principale, ovvero: http://mikelogulhi.blogspot.com

Le bellezze di 14 dei 15 Stati

Fonte delle foto: Wikipedia (www.wikipedia.org).

I 15 Stati (e le capitali)

1) Canada (Ottawa);
2) Stati Uniti (Washington);
3) Messico (Citta' del Messico);

4) Brasile (Brasilia);
5) Arcope (Lima);
6) Australia (Canberra);

7) Europa (Bruxelles);
8) Russia (Mosca);
9) Siberia (Chita);

10) Ovest Africa (Abuja);
11) Est Africa (Il Cairo);
12) Sud Africa (Gaborone);

13) Medio Oriente (Gerusalemme);
14) Cina (Pechino);
15) Sud-Est Asia (New Delhi).

A) Antartide
B) Vaticano

martedì 10 novembre 2009

Il Mondo Futuro - 3° Edizione

Oggi, 9 novembre 2009, a 20 anni dalla caduta del Muro, ho pubblicato la 3° e definitiva edizione de "Il Mondo Futuro", un'opera che, fra interruzioni varie e vari rifacimenti ho iniziato nell'ormai lontano 1998 a gennaio come "propaggine" di un lavoro scolastico, che poi e' diventato autonomo col titolo "Una modesta proposta", mentre per "Il Mondo Futuro" intendevo un'altra opera che non ho ancora completato, e che ha iniziato ad avere sia il contenuto che il nome attuale nel file "Il mondo futuro 11 bis" la cui ultima modifica risale al 25 gennaio 2000.
E' stata una grande avventura che un giorno spero porti i suoi frutti, ma dal punto di vista della scrittura e' un libro concluso in cui non ci saranno piu' modifiche e/o correzioni. Lo annuncio non senza una punta di nostalgia...

Mikelo

P.S. frattanto ho anche aggiunto nei blog relativi a "Il Mondo Futuro" (cioe' http://ilmondofuturo.blogspot.com e gli altri da esso linkati nelle altre lingue) uno slideshow con le bandiere di 13 dei 15 Stati (fra cui quella "provvisoria" della Mongolia) e quella dell'ONU.

martedì 3 novembre 2009

Il Presidente Ceco Klaus ha firmato

Oggi, 3 novembre 2009, il Presidente euroscettico della Cechia ha firmato il Trattato di Lisbona che entrera' in vigore il mese successivo al deposito della ratifica ceca presso il Governo italiano.

Ecco un articolo dell'Unione Sarda
( http://unionesarda.ilsole24ore.com ) con le tappe del Trattato e del suo sfortunato predecessore, il Trattato Costituzionale:
La decisione odierna con la quale la Corte Costituzionale della Repubblica Ceca ha dato il suo 'nulla ostà alla ratifica di Lisbona ha consentito al presidente Vaclav Klaus di apporre la sua firma in calce al Trattato, spianando così la strada alla sua entrata in vigore entro le fine dell'anno, probabilmente il primo dicembre prossimo. Ecco le principali tappe del progetto di riforme, dalla nascita della Convezione europea ad oggi.
- 28 febbraio 2002: a Bruxelles si insedia la Convenzione per le riforme dell'Unione presieduta da Valery Giscard d'Estaing
- 10 luglio 2003: i lavori della Convenzione si chiudono con l'adozione della bozza della prima Costituzione europea.
- 4 ottobre 2003: a Roma, sotto la presidenza italiana dell' Ue, il vertice europeo dà il via ai lavori della Conferenza intergovernativa (Cig) che deve tradurre la bozza di Costituzione in un vero e proprio Trattato.
- 1 maggio 2004: dieci nuovi Paesi entrano a far parte dell'Ue che diventa così composta da 25 partner.
- 18 giugno 2004: dopo due giorni di febbrili negoziati il vertice Ue, riunito a Bruxelles sotto la presidenza irlandese, raggiunge un accordo sul testo della Costituzione europea. - 29 ottobre 2004: viene firmato a Roma, in Campidoglio, il Trattato che istituisce una "Costituzione per l'Europa".
- 29 maggio 2005: la Francia, attraverso un referendum popolare, dice 'nò alla ratifica della Costituzione.
- 1 giugno 2005: anche gli olandesi bocciano la Costituzione. - 1 maggio 2007: Bulgaria e Romania entrano a far parte dell'Ue.
- 19 ottobre 2007: dopo una lunga pausa di riflessione e complesse trattative, il vertice Ue di Lisbona trova un'intesa sul testo di un nuovo Trattato che sostituirà la Costituzione.
- 12 giugno 2008: l'Irlanda, attraverso un referendum, boccia la ratifica di Lisbona: il 53,4% dei votanti dice 'nò al nuovo Trattato.
- 2 ottobre 2009: si svolge il secondo referendum irlandese sulla ratifica di Lisbona; questa volta vincono i sì.
- 29 ottobre: il Consiglio europeo trova un accordo che introduce anche per la Repubblica Ceca l'opt out rispetto alla Carta europea dei diritti fondamentali.
- 3 novembre: La Corte Costituzionale ceca dà il suo nulla osta alla ratifica: il presidente Vaclav Klaus firma.

La Corte Costituzionale Ceca ha detto sì

La Corte Costituzionale ceca ha stabilito che il Trattato di Lisbona è conforme alla Costituzione della Repubblica, rimuovendo l'ostacolo finale alla ratifica del trattato che riforma le istituzioni europee da parte dell'ultimo dei 27 paesi dell'Unione. Secondo quanto annunciato da Pavel Rychetsky, il presidente della Corte costituzionale, riunita oggi a Brno, il Trattato di Lisbona è quindi conforme alla Costituzione ceca. La corte era stata chiamata a pronunciarsi per la seconda volta sul documento europeo a seguito di un secondo ricorso presentato da un gruppo di senatori cechi. L'alta corte ha esaminato il trattato nel suo insieme e ha respinto il ricorso aprendo le porte alla ratifica definitiva dopo un lungo e accidentato cammino.

Il presidente euroscettico Vaclav Klaus aveva detto di voler attendere la pronuncia della Corte di Brno per firmare il trattato, dopo aver ottenuto una deroga alla Carta dei diritti fondamentali che consente a Praga di non affrontare nuovi ricorsi per l'indennizzo di tre milioni di tedeschi espulsi dai Sudeti dopo al Seconda Guerra Mondiale.
Per l'entrata in vigore del Trattato ora manca solo la firma di Klaus. Dovrebbe essere a questo punto solo un passaggio formale.

Via Il sole 24 ore

sabato 10 ottobre 2009

Germania rinuncia al seggio a favore dell'Unione Europea

Clamorosa virata del futuro governo nero-giallo sulla richiesta di un seggio permanente per la Germania nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Secondo il settimanale 'Der Spiegel', nel corso delle trattative in corso per la formazione della nuova coalizione tra Cdu/Csu e liberali, ci si e' accordati su una nuova linea, in base alla quale il futuro governo di Angela Merkel e Guido Westerwelle si battera' per far assegnare un seggio permanente all'Unione europea. Con questa svolta la Germania si allinea sulla posizione da sempre sostenuta dall'Italia, che si era vigorosamente impegnata in favore di un seggio per l'Ue, opponendosi alla richiesta di un seggio per la Germania, avanzata prima dal governo rosso-verde di Gerhard Schroeder e poi mantenuta anche dalla Grosse Koalition, uscita clamorosamente bocciata dal voto del 27 settembre scorso.

fonte: www.repubblica.it

Il presidente Polacco Kaczynski ha firmato il Trattato di Lisbona

Con una cerimonia in Polonia a Varsavia in cui erano presenti il presidente della Commissione Jose Manuel Barroso, il presidente del Parlamento Jerzy Buzek e quello del Consiglio, Fredrik Reinfeldt, il Presidente euroscettico Kaczynski ha firmato il Trattato di Lisbona. Ora deve essere completato l'iter in Irlanda (Camera, Senato e firma della presidentessa Mary McAleese) dato comunque per scontato e la firma in Cechia del Presidente euroscettico Klaus che pare si stia convincendo a patto che la Cechia abbia l'opt-out sulla Carta dei diritti fondamentali al pari di Gran Bretagna e Polonia.
Poi le ratifiche di Irlanda, Polonia e Cechia dovranno essere depositate presso il Governo Italiano come accade per tutti i Trattati dal 1957.

domenica 4 ottobre 2009

Si' (67,1%) nel referendum irlandese

Giorono 3 ottobre c'e' stato lo spoglio dei risultati del referendum sul Trattato di Lisbona in Irlanda: hanno vinto i si' con il 67,1% dei voti contro il 32,9% dei no. Ora ci sara' l'iter parlamentare in Irlanda (per il quale non sono previsti intoppi) mentre il Presidente della Polonia, Kaczynski ha detto che votera' a breve. Di diverso avviso e' il Presidente Ceco Klaus che vuole aspettare la Corte Costituzionale del suo Paese, ma soprattutto la probabile vittoria dei Tories nelle elezioni in Gran Bretagna che si terranno l'anno prossimo.

G20 al posto del G8

Il G20 da giorno 24 settembre ha preso il posto del G8, come rilevato da un comunicato (da alcuni ritenuto troppo schietto) dell'Amministrazione Americana secondo cui i leader «hanno messo il G20 al centro del loro disegno per costruire uno sviluppo duraturo ed evitare le debolezze finanziarie che hanno portato alla crisi».
Analizzando il G20 secondo lo schema del Mondo Futuro:
1) Nord America: i 3 principali Stati (Canada, Stati Uniti e Messico) hanno ciascuno 1 seggio: il Nord America e' rappresentato quasi perfettamente;
2) Sud America-Oceania: i 3 principali Stati (Brasile, Argentina e Australia) hanno ciascuno un seggio): questo "continente" e' ben rappresentato, ma meno bene del Nord America, dato che l'Argentina e' abbastanza piu' piccola del futuro Stato "Arcope";
3) Eurosiberia: vi sono 4 Paesi Europei (Germania, Francia, Regno Unito e Italia) 1 altro che probabilmente entrera' nell'UE (cioe' la Turchia), l'Unione Europea e la Russia: in tutto 7 rappresentanze, quindi l'Eurosiberia e' sovrarappresentata;
4) Africa: 1 solo Paese, il Sudafrica: l'Africa e' sottorappresentata;
5) Asia: 6 Stati: Arabia Saudita, India, Indonesia, Cina, Giappone, Corea del Sud: l'Asia e' sovrarappresentata, in particolare e' sovrarappresentato l'Estremo Oriente (3 Paesi).
Nel complesso il G20 potrebbe essere piu' equilibrato se si trasformasse in G22 con 1 Paese dell'Africa Nord-Ovest (per esempio la Nigeria) e 1 Paese dell'Africa Nord-Est, per esempio l'Egitto, ma e' molto distante dalla perfezione del mio "G15" onnicomprensivo che prospetto nel Mondo Futuro. In ogni caso cosi' com'e' e' molto piu' equilibrato del precedente G8, diciamo che e' un passo avanti nella giusta direzione.

Il Mondo Futuro - paragrafo 1

Qui avrete maggiori informazioni sul libro e la possibilità di acquistarlo. Di seguito il 1° paragrafo.


1. I motivi per cui sono necessari pochi grandi Stati democratici e federali.

Ci sono, a mio avviso, 3 ordini di motivi per cui sono preferibili solo pochi grandi Stati federali: filosofico-culturali, economici e, soprattutto, giuridico-politici.

Dal punto di vista filosofico-culturale, l’esistenza di una miriade di microculture, di cui i micro-Stati sono latori, in un contesto globalizzato, cioè di forte interconnessione a tutti i livelli e da tutti i punti vista, favorisce de facto l’affermarsi di un’unica macrocultura mondiale omologante in cui c’è poco spazio per le differenze. Insomma per salvaguardare tutte le differenze si finisce per non conservarne nessuna. Pochi grandi Stati federali e democratici, invece, da un lato salverebbero, per quanto possibile, le microculture al loro interno, rispettando le minoranze culturali, dall’altro apporterebbero al contesto mondiale le rispettive Weltanschauung, formate dagli elementi comuni caratterizzanti le varie microculture al loro interno. Quasi sempre, infatti, la vicinanza geografica degli Stati e dei popoli significa anche vicinanza culturale. Cioè popoli vicini geograficamente, al di là delle differenze, alcune delle quali anche irriducibili, costituiscono, nel loro complesso, culturalmente (oltre che geograficamente) un gruppo unico rispetto ad altri gruppi di Stati. Ciò avviene perché la vicinanza geografica ha favorito scambi commerciali e culturali che hanno prodotto un meticciamento delle culture di popoli vicini e una diminutio delle differenze filosofico-culturali fra di essi. Nei rari casi in cui ciò non è avvenuto nel passato si potrebbe realizzare nel percorso comune che gli Stati farebbero verso un più grande stato federale. Un discorso diverso vale per il connesso problema linguistico, ma di ciò mi occuperò nel 5° paragrafo, dopo aver delineato quali e quanti sarebbero i pochi grandi Stati e a quali Stati attuali succederebbero.

Sotto il profilo economico, pochi grandi attori globali disporrebbero di un vasto mercato interno, potrebbero sfruttare le sinergie di un unico apparato amministrativo e di un unico grande territorio, potrebbero meglio impostare uno sviluppo equilibrato e sostenibile ecologicamente e socialmente, avrebbero un ruolo effettivo nel commercio internazionale e nella sua governance globale. Insomma potrebbero regolare la globalizzazione economica riducendone sensibilmente gli effetti deleteri.

Ma è nell’ambito giuridico-politico che si avrebbero i risultati maggiori. Lo stato in cui versa l’O.N.U. è la più eloquente dimostrazione che dare la stessa importanza formale, in seno all’Assemblea Generale, a grandi Stati come la Russia, il Brasile, gli Stati Uniti, la Cina e a Stati piccolissimi come Monaco, Malta, Trinidad e Tobago indebolisce la credibilità e la capacità di governance dell’ONU. Si potrebbe replicare asserendo che la colpa delle condizioni pietose dell’O.N.U. e del diritto internazionale è esclusivamente dovuta al terrorismo internazionale di matrice islamica (con sbocchi locali anche di altre matrici, soprattutto nazionalistico-indipendentiste) e all’unilateralismo americano. Questa affermazione potrebbe essere neutralizzata notando come, al di là delle innegabili colpe di entrambi i contendenti, che hanno violato pesantemente il diritto internazionale, gli uni in assoluto e per principio (in quanto il terrorismo non può essere mai lecito, né giustificabile), gli altri relativamente al metodo (unilateralismo e menzogne mal si combinano con la democrazia e il diritto), l’O.N.U. è stato finora, salvo eccezioni, un organismo fragile, in balìa delle controversie internazionali, piuttosto che un’organizzazione all’interno della quale le stesse vengono risolte.

Pochi grandi Stati “quasi equiestesi1” avrebbero (in quanto pochi) poche controversie fra di loro, dato il loro basso numero si accorderebbero più facilmente e risolverebbero con più rapidità i problemi, combatterebbero meglio nemici comuni come il terrorismo internazionale o la malavita organizzata; inoltre il terrorismo indipendentistico troverebbe le armi argomentative spuntate dal fatto che si è deciso con un accordo globale di formare solo pochi grandi Stati federali e tutti hanno compiuto un piccolo sacrificio in termini di indipendenza; la libertà e la diversità pur con un temperamento che fra poco esplicherò meglio, sarà garantita dal 2° livello politico-amministrativo, quello degli Stati federati o Catepi2.

1 L’aggettivo “equiesteso” è un termine del linguaggio matematico specialistico e significa “che ha la stessa estensione” (com’è facilmente intuibile, tra l’altro). Discorso analogo vale per il correlato nome astratto “equiestensione”, usato altrove.

2 Mio neologismo derivato, per abbreviazione, da “Catepanato”, ente territoriale dell’alto medioevo italiano.

Per maggiori informazioni sul libro e/o per acquistarlo cliccate qui

Il Segretario Generale dell'ONU e i Capi di Stato e di Governo dei 15 Stati


Note:
Ho scelto il Premier o il Presidente in base a chi è il titolare del potere esecutivo. Per le organizzazione regionali ho scelto la figura più importante fra quelle rappresentanti il momento unitario e quindi non i Capi di Stato o di Governo degli Stati parti dell'organizzazione, ma il Presidente della Commissione (in Europa) o il Segretario Esecutivo. In mancanza di 1 organizzazione regionale territorialmente coerente col mio progetto o di 1 Stato ricomprendente almeno metà del territorio, ho scelto il Premier/Presidente dello Stato più vasto come superficie. Alcuni dei personaggi in foto mi suscitano sentimenti molto diversi dall'ammirazione.

Fonte delle foto: Wikipedia (www.wikipedia.org).

Presentazione del sondaggio e del libro su un "Mondo Futuro"

Il Mondo Futuro è – come recita il sottotitolo – “Un progetto per la pace perpetua”. Tale sottotitolo, come si saranno accorti i lettori più attenti e/o gli appassionati di filosofia, deriva da quello del saggio kantiano “Per una pace perpetua”, con cui condivide l'ideale pacifista. “Progetto per la pace perpetua” è, inoltre, il nome che una parte della storiografia, giuridica e non, ha dato a una serie di progetti - opere diseguali di filosofi, diplomatici, politici e uomini comuni – il cui trait d'union è cercare di dare alla Terra un assetto più razionale al fine di favorire la stabilità e/o una pace duratura.

Che cosa differisce questo mio progetto da molti altri?

Come si suol dire, ogni oste dice che il proprio vino è il migliore, ma mi sembra che qualcosa di nuovo ci sia. Innanzitutto non è un'opera solo filosofica, come quella kantiana o di altri; a differenza poi dei primi progetti filosofici europei in epoca pre-contemporanea, esce da un'ottica (quasi) completamente eurocentrica e da una visione non compiutamente pacifista (pregio che invece l'opera kantiana aveva, seppur con qualche eccesso1). Poi il mio progetto si fonda su una sorta di “confederalismo scientifico”, vale a dire gli Stati Federali, confederati nell'ONU, derivano da un'opera di aggregazione che segue precisi standard geografici e statistici, grazie ai quali i 15 Stati non hanno exclavi (a parte l'Alaska per gli Stati Uniti) e misurano attorno ai 10 milioni di kmq (eccetto il Messico). Completano questa prima parte, che è la più innovativa e caratterizzante, le istituzioni giuridico-politiche dell'ONU e il ruolo delle Organizzazioni Religiose, di quelle Non Governative e di quelle Internazionali in questo Nuovo Mondo.

La seconda parte riguarda i valori sottesi a questo nuovo mondo. Essa è un complemento della prima parte, volto ad evitare che la prima parte, da sola, possa apparire come un'esercitazione giuridico-politica senz'anima. Tanti sono i punti “toccati” dalla 2° parte: dall'economia alla politica, dalla filosofia alla religione, per finire con l'informatica. Altrettanti sono i valori propugnati: dal federalismo al pacifismo, dall'ambientalismo alla giustizia, dal socialismo alla partecipazione democratica all'importanza dell'open source e del web 2.0 per una cultura “costruita dal basso”.

La terza ed ultima parte che, per me, non ha la stessa “sacralità” delle altre, pone invece le basi, dopo un'attenta analisi linguistica, ad un esperantido che sto sviluppando a poco a poco.

L'opera è poi corredata da: 1) citazioni; 2) note sul diritto d'autore (l'opera è sotto licenza “Creative Commons”, in linea con la filosofia “copyleft” propugnata nel libro); 3) Indice Sintetico; 4) Premessa; 5) Appendice; 6) Bibliografia, Emerografia, Tvgrafia, Retegrafia; 7) Indice Analitico; 8) un ampio apparato di note a pie' di pagina; 9) 2 cartine liberamente scaricabili.

Questo è, in sintesi, “Il Mondo Futuro”, un'opera per un mondo migliore.

1Leggasi l'abolizione degli eserciti permanenti. Io punto, più modestamente alla loro inattività, salvo calamità naturali, come forza di “mantenimento della pace”.

La presentazione del sondaggio in English

La presentazione del sondaggio en Español

Le bandiere di 13 dei 15 Stati e dell'ONU

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La cartina de "Il Mondo Futuro"

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Medio Oriente

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Cina

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Sud-Est Asia

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